Real Albergo dei Poveri


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real albergo dei poveri (1)

Coordinate: 40°51′49″N 14°15′56″E / 40.863465, 14.265460

Albergo dei Poveri: visuale dall’alto

Il Real Albergo dei Poveri (anche Palazzo Fuga e, nell’uso popolare, Reclusorio o Serraglio) è il maggiore palazzo monumentale di Napoli ed una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa: la facciata ad esempio si estende per un fronte continuo di 354 metri, circa cento metri in più rispetto al prospetto della non distante Reggia di Caserta. L’edificio è inoltre dotato di ben 430 stanze (distribuite su quattro livelli), la più grande delle quali (l’ex dormitorio) misura 8 metri in altezza.[1]

Risale alla metà del Settecento. Nel 1751 Ferdinando Fuga venne chiamato a Napoli, nell’ambito del programma di rinnovamento edilizio del nuovo re Carlo III di Borbone, con l’incarico di progettare il gigantesco Albergo dei Poveri, un edificio tipicamente illuminista, rivolto all’accoglienza della popolazione più povera del Regno. L’opera rimase incompiuta, ma nonostante la sua attuale mole (oltre 100.000 metri quadri di superficie utile), l’edificio è solo una parte di quello che avrebbe dovuto essere una volta terminati i lavori.

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Progetto e funzione

L’esterno

Il progetto prevedeva l’edificazione di una struttura capace di accogliere circa ottomila tra poveri, diseredati, sbandati e immigrati di tutto il Regno. Nell’ospizio gli ospiti erano divisi in quattro categorie: uomini, donne, ragazzi e ragazze. Il progetto originario prevedeva un complesso edilizio molto più grande di quello attuale. Doveva estendersi su una vasta superficie con un prospetto di 600 metri di lunghezza e una larghezza di 135 metri e comprendere cinque grossi cortili; in quello centrale era prevista l’edificazione di una chiesa con pianta stellare a sei bracci.real albergo dei poveri (2)

Storia

Nelle scuole – officine del Real Albergo dei Poveri, vennero ospitati anche gli orfani maschi della Santa Casa dell’Annunziata. Lo scopo di questa caritatevole reggia dei poveri fu quello di assicurare ai meno fortunati mezzi di sussistenza e l’insegnamento di un mestiere. Nel 1838, nelle sale dell’Albergo trovò posto una scuola che sarebbe poi diventata in breve tempo famosa: la Scuola di Musica che fornì per vari anni suonatori provetti alle compagnie militari. In essa si avvicendarono insegnanti notissimi, tra i quali Raffaele Caravaglios. Sorse anche una scuola per sordomuti, ma col mutare dei tempi, l’Albergo dei Poveri perse la sua primitiva impronta. Nel corso degli anni si avvicendarono nei suoi locali un Centro di Rieducazione per Minorenni, un Tribunale competente a giudicare le cause riguardanti i minori di diciotto anni, un cinema, officine meccaniche, una palestra, un distaccamento dei Vigili del fuoco e l’Archivio di Stato civile.

In seguito al terremoto del 1980 un’ala dell’edificio ancora adibita ad ospizio crollò. Nel crollo persero la vita alcune anziane donne e due persone che le assistevano.

Il palazzo, attualmente, è in fase di recupero.[2] I restauri sono stati affidati, giusta gara europea, dal Comune di Napoli, proprietario, ad un gruppo internazionale di professionisti guidati dallo strutturista romano Giorgio Croci e dall’architetto specialista francese Didier Repellin. Fra i membri del gruppo architetti di livello europeo del calibro di Paolo Rocchi, Pascal Prunet, Francesca Brancaccio, Nicolas Detry. Fra i consulenti i professori Elio Giangreco e Giovanni Carbonara. I progetti e i lavori di restauro, in ossequio ai principi del restauro critico, mirano al recupero filologico delle parti perdute o danneggiate che sono individuabili ed alla proposta di nuovo materiali e nuove tecnologie laddove la conoscenza non è più recuperabile, in nome di principi semplici di eco-compatibilità e sostenibilità. L’attuale copertura in calcestruzzo armato viene ad esempio sostituita da una copertura con pannelli solari, i materiali originari come tufo, mattoni, calce sono reimpiegati, si restaurano gli antichi infissi in legno, si recuperano le acque di pioggia attraverso un sistema di cisterne.real albergo dei poveri (3)

Esterno

Il gigantesco edificio, benché incompiuto, si estende su di una superficie di 103.000 metri quadri ed ha una facciata lunga 354 metri intervallata da lesene, caratterizzata inoltre da cinque ordini di finestre e tre marcapiani con timpano centrale: monumentale è la scalinata a doppia rampa che segna l’ingresso principale alla struttura.

Interno

Il cortile è occupato dal corpo a croce di Sant’Andrea costituito da un solo piano che sarebbe dovuto essere la base della grande chiesa a pianta stellare con sei bracci. Gli spazi sono per lo più di dimensioni grandiose.

Note

  1. ^ http://www.danpiz.net. Real Albergo dei Poveri (Palazzo Fuga). URL consultato il 24-07-2009.
  2. ^ http://www.comune.napoli.it. La città dei giovani nel Real Albergo dei poveri. URL consultato il 24-07-2009.

Bibliografia

  • Paolo Giordano, Ferdinando Fuga a Napoli. L’Albergo dei Poveri, il Cimitero delle 366 fosse, i Granili, Edizioni del Grifo, 1997.
  • Francesco Lucarelli, La vita e la morte, dal Real Albergo dei Poveri al Cimitero della 366 Fosse, Edizioni Del Grifo, 1999.

Voci correlate

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