Palace Venezia from Spaccanapoli, Naples


palazzo venezia a spaccanapoli

Palazzo Venezia (Napoli)

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Coordinate: 40°50′53″N 14°15′14″E / 40.847980, 14.253870

Scala

Lapidi dei restauri

Il Palazzo Venezia è un edificio situato a Spaccanapoli nella città di Napoli.

Storia

Particolare del cortile

Il palazzo fu donato da re Ladislao I di Napoli alla Serenissima Repubblica di Venezia intorno al 1412 con lo scopo di essere utilizzato come abitazione per i consoli generali a Napoli.

In un diploma di concessione al doge Michele Steno si attesta la posizione dell’immobile nei pressi delle abitazioni di Giovanni Brancaccio (detto Guallarella), nelle vicinanze del giardino della chiesa di San Domenico Maggiore e sulla via pubblica (attualmente il tratto di Spaccanapoli dedicato a Benedetto Croce). Dalla descrizione del diploma di concessione si deduce che il palazzo aveva un’estensione dal convento di San Domenico fino ai terreni sui quali, nel 1512, fu ricostuito ed ampliato Palazzo Filomarino.

Il palazzo visse il momento di splendore tra il XV secolo e il XVI secolo, fin quando, a metà del Cinquecento, cadde in completa rovina ed un certo Giuseppe Zono, per decreto del senato veneto, s’incaricò di restaurlo ed abbellirlo nel 1610. Lo stesso Zono fece apporre una lapide in latino sul restauro effettuato. Il palazzo fu restaurato nuovamente nel 1646 da Pietro Dolce, come testimonia una seconda lapide apposta nel cortile. Dopo il disastroso terremoto del 5 giugno 1688 il palazzo, gravemente danneggiato dal sisma, venne completamente ristrutturato da Antonio Maria Vincenti. Un’altra lapide ricorda un successivo rimaneggiamneto dovuto a Cesare Vignola, mentre un’ulteriore iscrizione riporta che Cesare Vignola fu incaricato dalla repubblica di San Marco di rifare il giardino pensile.

Nel 1816 il palazzo fu ceduto da parte dell’Impero austriaco al giurista Gaspare Capone, che provvide ad inserire ancora una lapide in ricordo di un ennesimo rifacimento, al fine di adeguare la struttura alle tendenze artistiche dell’epoca; allo stesso tempo, sulla volta dell’androne fu dipinto lo stemma del marchesato dei Capone. Nel XIX secolo fu eretta una casina pompeiana (attualmente è un condominio privato).

Descrizione

Di notevole interesse è il cortile, preceduto da un atrio a volta ribassata sulla quale è dipinto il suddetto stemma. Nel cortile si nota una struttura impostata su tre archi: quello centrale presenta un profilo ribassato, e segna l’ingresso a quelle che probabilmente dovevano essere le scuderie. Sulla sinistra c’è una scala aperta articolata su tre archiì. Di particolare interesse è anche il giardino pensile con la casetta pompeiana.

Bibliografia

  • Aurelio De Rose, I Palazzi di Napoli. Storia, curiosità e aneddoti che si tramadano da secoli su questi straordinari testimoni della vita partenopea, Newton e Compton editori, Napoli, 2004.
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