
Amici
Questa foto è la prima di alcuni scatti fatti con la “piccolina” digitale da soli 4mp della Hewlett & Packard comprata qualche annetto fà, ma che trovo ancora funzionale, anche perchè il vantaggio delle compatte è quello che sono leggere e si portano ovunque senza fatica. I sogetti della foto sono alcuni simpatici bambini che conosco. Ringranzio i genitori per avermi concesso l’autorizzazione a pubblicarle.
Per altre clicca qui:Picture Social: Amici

Piazza Dante di Sera
Ieri sera verso le 18,30, insieme a mio figlio mi sono recato a Piazza Dante (Napoli). Dovevamo comprare alcuni libri di testo scolastici. Con me avevo portato la Canon 450d, così ho scattato alcune foto che qui pubblico. Come software per l’editing ho usato Adobe Lightroom per i preset, mentre per le cornici e i rilievi ho usato il software gratuito Photoscape ( per scaricare cliccate quiFree Downloand).

Per le altre foto clicca qui: http://www.picturesocial.com/photo/albums/piazza-dante

Fotoritocchi
In questo periodo mi sono messo a studiare alcuni software di fotoritocco, tipo il programma gratuito Photoscape che trovo ben fatto e molto duttile, rispetto ai più blasonati e costosi photoshop, lightroom e vari.
Questa è una delle foto che ho realizzato con il sudetto software, le altre (se vi va di vederle) le trovate qui:flickr./nicomusella

Fotoracconto d’autunno
Cari lettori di questo post, se andate sul sito de “La Repubblica” troverete una sezione dedicata alle foto inviate dai lettori che ha come tema l’autunno. Anche il sottoscritto ha inviato una foto che sarebbe poi quella che potete ammirare qui.
Sulla sito del quotidiano alla sezione numero 37 potete ammirare la (mia) foto che fa da copertina apripista ad uno dei gruppi di 24 (sono 100 gruppi per 24 foto in tutto).
Le foto sono tutte molto belle e mentre le guardavo, ascoltavo come sottofondo “If on a Winter’s Night“, l’ultimo lavoro di Sting. Devo dire che l’album, a mio modesto giudizio, è stato davvero una “colonna sonora” ideale per la varie gallery che visitavo. Che dire di più? Ha! Cliccando qui: FOTO FOLIAGE andate dritti al gruppo delle fotografie autunnali.

Via Caracciolo
Via Caracciolo
Via Caracciolo è una lunga ed ampia promenade di Napoli, che, fiancheggiando il Parco della Villa Comunale e la Riviera di Chiaia, costituisce (con via Nazario Sauro e via Partenope) parte del lungomare della città.
Il suo nome ricorda l’ammiraglio Francesco Caracciolo, eroe della Repubblica Partenopea, impiccato nel 1799 da Nelson all’albero maestro della sua nave e gettato nelle acque del Golfo di Napoli, il cui cadavere riemerse e fu raccolto sul litorale di Santa Lucia[1].
Creata su una colmata nel 1869-80, la grande strada è considerata una delle più belle litoranee del mondo[2], e corre fino a Mergellina con visioni panoramiche sulla città e sulle colline del Vomero e di Posillipo.
Strada a scorrimento veloce, ma dotata di ampi marciapiedi, viene talvolta chiusa al traffico, e dedicata allo svago dei cittadini. È separata dal mare solo da alcune scogliere artificiali, che hanno preso il posto delle antiche spiagge di cui restano solo alcuni frammenti in prossimità delle rotonde; un progetto del Comune di Napoli prevede per il futuro la ricostituzione dell’arenile.
Note

Piazza Poderico
Q8 Piazza Poderico Luigi
Q8 Piazza Poderico Luigi, Piazza Luigi Poderico, 80141 Naples
Ottieni indicazioni

Centro Direzionale
Questa mattina sono andato al Centro direzionale di Napoli, per scattare alcune foto agli ediici che ne formano il complesso. Era da tempo che volevo fare questi scatti, a quello che io ritengo essere un vero è proprio “pugno nello stomaco” nella mia città. La giornata è stata piuttosto fredda e per questo motivo c’era poca gente in giro (a parte il fatto che è domenica e gli uffici e le attività sono tutti chiusi. Mi sembrava di stare in una costruzione di mattoncini Lego.
Quà e là, intravedevo qualche passante (quasi tutti extracomunitari senza una fissa dimora, alla ricerca di un posto dove ripararsi), qualche auto della vigilanza e della polizia. Sarà stato il freddo sarà stata la giornata plumbea, ma devo dire che nel complesso l’atmosfera era piuttosto spettrale, e per certi versi inquietante, come spettrale fredda e inquietante è l’intera struttura di questi palazzi dall’aspetto innaturale per il tipo di città che li “ospita”.
Per le altre foto clicca qui: Centro Direzionale di Napoli
Centro Direzionale, Napoli, NA 80143
081 5625400
Ottieni indicazioni

Luoghi e persone di via E. Cortese
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Foto del luogo dove lavoro e di alcuni inquilini del posto.
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Real Albergo dei Poveri
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Coordinate:
40°51′49″N 14°15′56″E / 40.863465, 14.265460
Il Real Albergo dei Poveri (anche Palazzo Fuga e, nell’uso popolare, Reclusorio o Serraglio) è il maggiore palazzo monumentale di Napoli ed una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa: la facciata ad esempio si estende per un fronte continuo di 354 metri, circa cento metri in più rispetto al prospetto della non distante Reggia di Caserta. L’edificio è inoltre dotato di ben 430 stanze (distribuite su quattro livelli), la più grande delle quali (l’ex dormitorio) misura 8 metri in altezza.[1]
Risale alla metà del Settecento. Nel 1751 Ferdinando Fuga venne chiamato a Napoli, nell’ambito del programma di rinnovamento edilizio del nuovo re Carlo III di Borbone, con l’incarico di progettare il gigantesco Albergo dei Poveri, un edificio tipicamente illuminista, rivolto all’accoglienza della popolazione più povera del Regno. L’opera rimase incompiuta, ma nonostante la sua attuale mole (oltre 100.000 metri quadri di superficie utile), l’edificio è solo una parte di quello che avrebbe dovuto essere una volta terminati i lavori.
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Progetto e funzione
Il progetto prevedeva l’edificazione di una struttura capace di accogliere circa ottomila tra poveri, diseredati, sbandati e immigrati di tutto il Regno. Nell’ospizio gli ospiti erano divisi in quattro categorie: uomini, donne, ragazzi e ragazze. Il progetto originario prevedeva un complesso edilizio molto più grande di quello attuale. Doveva estendersi su una vasta superficie con un prospetto di 600 metri di lunghezza e una larghezza di 135 metri e comprendere cinque grossi cortili; in quello centrale era prevista l’edificazione di una chiesa con pianta stellare a sei bracci.
Storia
Nelle scuole – officine del Real Albergo dei Poveri, vennero ospitati anche gli orfani maschi della Santa Casa dell’Annunziata. Lo scopo di questa caritatevole reggia dei poveri fu quello di assicurare ai meno fortunati mezzi di sussistenza e l’insegnamento di un mestiere. Nel 1838, nelle sale dell’Albergo trovò posto una scuola che sarebbe poi diventata in breve tempo famosa: la Scuola di Musica che fornì per vari anni suonatori provetti alle compagnie militari. In essa si avvicendarono insegnanti notissimi, tra i quali Raffaele Caravaglios. Sorse anche una scuola per sordomuti, ma col mutare dei tempi, l’Albergo dei Poveri perse la sua primitiva impronta. Nel corso degli anni si avvicendarono nei suoi locali un Centro di Rieducazione per Minorenni, un Tribunale competente a giudicare le cause riguardanti i minori di diciotto anni, un cinema, officine meccaniche, una palestra, un distaccamento dei Vigili del fuoco e l’Archivio di Stato civile.
In seguito al terremoto del 1980 un’ala dell’edificio ancora adibita ad ospizio crollò. Nel crollo persero la vita alcune anziane donne e due persone che le assistevano.
Il palazzo, attualmente, è in fase di recupero.[2] I restauri sono stati affidati, giusta gara europea, dal Comune di Napoli, proprietario, ad un gruppo internazionale di professionisti guidati dallo strutturista romano Giorgio Croci e dall’architetto specialista francese Didier Repellin. Fra i membri del gruppo architetti di livello europeo del calibro di Paolo Rocchi, Pascal Prunet, Francesca Brancaccio, Nicolas Detry. Fra i consulenti i professori Elio Giangreco e Giovanni Carbonara. I progetti e i lavori di restauro, in ossequio ai principi del restauro critico, mirano al recupero filologico delle parti perdute o danneggiate che sono individuabili ed alla proposta di nuovo materiali e nuove tecnologie laddove la conoscenza non è più recuperabile, in nome di principi semplici di eco-compatibilità e sostenibilità. L’attuale copertura in calcestruzzo armato viene ad esempio sostituita da una copertura con pannelli solari, i materiali originari come tufo, mattoni, calce sono reimpiegati, si restaurano gli antichi infissi in legno, si recuperano le acque di pioggia attraverso un sistema di cisterne.
Esterno
Il gigantesco edificio, benché incompiuto, si estende su di una superficie di 103.000 metri quadri ed ha una facciata lunga 354 metri intervallata da lesene, caratterizzata inoltre da cinque ordini di finestre e tre marcapiani con timpano centrale: monumentale è la scalinata a doppia rampa che segna l’ingresso principale alla struttura.
Interno
Il cortile è occupato dal corpo a croce di Sant’Andrea costituito da un solo piano che sarebbe dovuto essere la base della grande chiesa a pianta stellare con sei bracci. Gli spazi sono per lo più di dimensioni grandiose.
Note
- ^ www.danpiz.net. Real Albergo dei Poveri (Palazzo Fuga). URL consultato il 24-07-2009.
- ^ www.comune.napoli.it. La città dei giovani nel Real Albergo dei poveri. URL consultato il 24-07-2009.
Bibliografia
- Paolo Giordano, Ferdinando Fuga a Napoli. L’Albergo dei Poveri, il Cimitero delle 366 fosse, i Granili, Edizioni del Grifo, 1997.
- Francesco Lucarelli, La vita e la morte, dal Real Albergo dei Poveri al Cimitero della 366 Fosse, Edizioni Del Grifo, 1999.
Voci correlate

Art Metrò di Salvator Rosa
Questo pomeriggio, mentre mi recavo al lavoro, mi sono fermato a scattare alcune foto alla stazione della metropolitana collinare di via Salvator Rosa. Trovo che questa stazione sia la più bella delle altre che fanno parte dell’itinerario delle cosidette Art Metrò. Non ho avuto il tempo di scendere fin sotto per scattare foto anche alle opere che vi sono esposte (sicuramente lo farò). Nel frattempo ci accontentiamo di quello che vi mostro in questo post. Per le altre foto (21 in tutto) cliccate qui:Arte Metrò di via Salvator Rosa, Napoli.

Rose
| Ti regalerò una rosa | I Will Give You a Rose |
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Ti regalerò una rosa
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I will give you a rose
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Lightroom
Questa mattina sono andato al centro direzionale, avevo con me la Canon 450 d, così ho scattate alcune foto (poche, perchè avevo fretta) che poi ho elaborato con Adobe Lightroom. Questa e altre immagini che potrete vedere cliccando qui: lightroom, sono il frutto di cotanta ricerca cromatica. Ai poster, ehm pardon, posteri, l’ardua sentenza.

Vesuvio
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Vesuvio – Wikipedia
Coordinate: 40°49′18″N 14°25′34″E / 40.821669, 14.425993 Il monte Vesuvio è un vulcano esplosivo attivo (attualmente in stato di quiescenza) situato in … -
Vesuvio in rete, il portale del vulcano Vesuvio (sito non ufficiale)
E’ il primo portale interamente dedicato al Vesuvio, un’esauriente guida per chi ha intenzione di fare un escursione al vulcano, uno spazio con notizie … -
Parco nazionale del Vesuvio – Homepage
Il sito ufficiale sull’ente, la natura e tutto quanto gira attorno al Parco Nazionale del Vesuvio.
www.vesuviopark.it/ -







































